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Anna Paola Merone

Il manager del Jumeirah Group di Dubai: «Giocavo nel Napoli. Non viaggio mai con il bagaglio a mano»

Il lusso salverà il mondo? Di certo l’economia che ruota intorno ai consumi a cinque stelle non vacilla. Ma Ermanno Zanini, figura di riferimento dell’ospitalità internazionale, sa che per mantenere i consensi di un turismo di rango non basta il lusso fine a se stesso: servono contenuti, attenzioni personalizzate, servizi, cultura. General manager di Jumeirah Capri Palace e vicepresidente per Sud Europa e Regno Unito per il Jumeirah Group, per tre anni è stato anche al vertice del Burj Al Arab.

Perché lo scenario di instabilità geopolitica internazionale non incide sul turismo di livello alto? «L’extraluxury ha una resilienza intrinseca, ma non può più limitarsi all’ostentazione e all’eccesso. La clientela internazionale cerca esperienze memorabili, autenticità, contenuti culturali, senso. Anche nell’alta ospitalità si è affermato un principio di value for money, il rapporto qualità prezzo. E non nel senso della rinuncia, ma della ricerca di coerenza e significato in ciò che si sceglie: vale per un viaggio, un’opera d’arte o una esperienza gastronomica».