Gli Stati uniti minacciano di revocare i visti della delegazione palestinese all’Onu, a meno che l’ambasciatore non rinunci alla candidatura alla vicepresidenza. Non è la prima volta che la Casa bianca decide di impedire ai diplomatici di raggiungere il palazzo di vetro a New York, venendo meno ai propri obblighi internazionali.

Ad agosto 2025 il Dipartimento di stato guidato da Marco Rubio ha negato i visti a oltre 80 delegati dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) e dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp), compreso il presidente Mahmoud Abbas. Questa volta Washington ha inviato un dispaccio riservato ai propri diplomatici di stanza a Gerusalemme, chiedendo loro di fare pressioni sull’Anp affinché l’ambasciatore palestinese Riyad Mansour rinunci alla corsa per la vicepresidenza dell’Assemblea generale Onu.

A FEBBRAIO di quest’anno Mansour aveva già ritirato la sua candidatura alla carica di presidente dell’Assemblea, in seguito a forti pressioni degli Stati uniti, suscitando dichiarazioni entusiaste da parte della delegazione israeliana. All’interno del telegramma – visionato dal quotidiano inglese The Guardian e dall’americana Npr – Washington incolpa Mansour di aver più volte accusato Israele di genocidio e dichiara che la sua nomina potrebbe minare il piano di cessate il fuoco del presidente Donald Trump.