Dopo i crolli ai Fori Imperiali, il Campidoglio lancia un piano quinquennale per monitorare e rinnovare tutti i pini della Capitale.

Uno degli alberi crollati nelle prime settimane del 2026

I pini dei Fori Imperiali diventeranno il modello per il futuro del verde romano. Dopo i crolli avvenuti nei mesi scorsi nell’area archeologica centrale, con alberi abbattuti dal maltempo e un episodio che aveva provocato il ferimento di tre persone, il Campidoglio ha deciso di estendere a tutta la città il sistema di controlli e monitoraggi sperimentato nel cuore archeologico della Capitale. Un grande piano per salvare più di 50mila piante.

Alfonsi: "Il modello usato ai Fori ha funzionato" La direttiva è contenuta in una memoria di giunta presentata dall’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi, che punta a trasformare quello che era nato come un intervento d’emergenza in un piano stabile di gestione delle alberature cittadine. "Il modello di lavoro applicato a tutti i pini dell'area centrale ha funzionato, e noi abbiamo ritenuto che possa costituire un ottimo strumento da replicare per i pini e in generale le alberature cittadine, in funzione del loro progressivo e futuro rinnovamento", ha spiegato l’assessora. L’allarme era esploso all’inizio del 2026, quando le piogge insistenti avevano provocato una serie di schianti nell’area dei Fori. Alcuni degli alberi caduti erano stati monitorati in precedenza, ma il deterioramento degli apparati radicali e gli effetti del cambiamento climatico avevano reso evidente la necessità di un controllo più approfondito.