Ombre si allungano sulla memoria della regina Elisabetta II a un mese esatto dal centenario della sua nascita e dalle tante iniziative, come il progetto di un memoriale nel cuore di Londra, organizzate in Gran Bretagna per celebrarla.

È infatti emerso che fu proprio la sovrana a fare pressioni sul governo di Tony Blair per chiedere e ottenere nel 2000 dall'allora premier laburista la nomina del suo figlio terzogenito nonché "prediletto", Andrea, a emissario e testimonial commerciale internazionale del Regno Unito.

A rivelarlo sono quelli che i media hanno già ribattezzato come "Andrew Papers", i documenti resi pubblici oggi dal governo laburista di Keir Starmer, come promesso al Parlamento mesi fa, per far luce sulle circostanze della controversa designazione del reprobo di casa Windsor dopo la bufera che ha travolto l'ex principe per i suoi legami a doppio filo col defunto faccendiere pedofilo americano Jeffrey Epstein.

Vicenda che è culminata in febbraio nell'arresto temporaneo di Andrew Mountbatten-Windsor con l'accusa di cattiva condotta in un ufficio pubblico per aver ceduto informazioni riservate al finanziere proprio mentre occupava quel ruolo di inviato rispetto al quale la madre lo aveva fortemente raccomandato.