Pozzallo si è svegliata più silenziosa, più fragile. La notizia della morte del piccolo Prince Edouard Iano, appena otto anni, ha attraversato la città come un colpo improvviso, lasciando sgomenti, increduli, incapaci di trovare parole che possano davvero contenere un dolore così grande.

Prince era un bambino vivace, sorridente, conosciuto e benvoluto da tutti. La sua famiglia, proveniente dalla Costa D'Avorio, molto stimata in città, vive una tragedia che nessuno riesce a spiegarsi. La madre lavora in un ristorante, il padre in campagna: persone semplici, perbene, sempre rispettate e apprezzate. In casa c’è anche un fratellino più piccolo, troppo piccolo per comprendere cosa sia accaduto, ma destinato a crescere con un’assenza che nessuno potrà colmare.

La vicenda ha radici nelle scorse settimane, quando Prince era stato sottoposto a un intervento a Modica per una presunta otite. Un’operazione che, secondo quanto comunicato ai genitori, era riuscita. Il bambino era tornato a scuola, ma continuava ad avvertire forti dolori alla testa. Durante una lezione aveva vomitato in modo anomalo, violento, un segnale che ha immediatamente allarmato insegnanti e familiari. Da quel momento è iniziata una corsa contro il tempo: il ricovero a Modica, poi il trasferimento a Messina, il coma, e infine la notizia che nessuno avrebbe mai voluto ricevere.