Malta si visita facilmente, ma si capisce lentamente. È un’isola piccola nelle dimensioni e densissima nelle stratificazioni: araba nei nomi, italiana nelle influenze architettoniche, britannica in alcune abitudini, profondamente mediterranea nel ritmo e nella luce. In sole 48 ore si riesce già a coglierne il carattere, soprattutto se si parte da Valletta, porta d’ingresso naturale per chi arriva in crociera o in aereo, e capitale sempre più centrale nel turismo internazionale. Fondata nel 1566 dai Cavalieri Ospitalieri dopo il Grande Assedio, è stata definita da Sir Walter Scott una “città costruita da gentiluomini per gentiluomini”: una formula che racconta bene l’eleganza barocca e la pianificazione nobiliare della capitale, voluta dal Gran Maestro Jean de La Valette come fortezza inespugnabile e centro culturale dell’isola. Dal 2010 il porto accoglie le grandi navi da crociera e oggi può ospitarne fino a sei contemporaneamente, con un afflusso costante di visitatori che sta contribuendo alla trasformazione della città, già Capitale Europea della Cultura nel 2018. Primo giorno: Valletta, Mosta, Mdina e il sud dell’isola Il giro di Valletta può iniziare dagli Upper Barrakka Gardens, i giardini dei Cavalieri italiani, uno dei punti panoramici più belli della capitale (si raggiungono anche dalla parte bassa della città con l'ascensore che collega il porto al centro storico). Da qui la vista si apre sul Grand Harbour e sulle celebri Tre Città fortificate: Vittoriosa (Birgu), la più antica e prima capitale dei Cavalieri di San Giovanni; Senglea (Isla), distesa su una penisola; e Cospicua (Bormla), storicamente legata ai cantieri navali e alla difesa del porto. A Ovest, si distingue anche Fort Ricasoli, imponente fortezza in pietra calcarea affacciata sul mare, spesso scelta come set cinematografico proprio per la sua natura e posizione scenografica. Uscendo dai giardini, si prosegue verso l’Auberge de Castille, antica residenza dei cavalieri spagnoli e portoghesi e oggi sede del Primo Ministro. Poco distante si trovano Palazzo Parisio e il Muza, il Museo Nazionale d’Arte di Malta, inaugurato nel 2018 e dedicato all’arte maltese e internazionale. Tornando alle spalle dell'Auberge de Castille, si incontra la modesta statua di Jean de La Valette, Gran Maestro che fondò la città nel 1566, e di fronte i resti della Royal Opera House. Inaugurata nel 1866, fu uno dei simboli culturali della città fino ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, che la distrussero quasi completamente. Oggi le sue rovine sono state trasformate in uno spazio scenico all’aperto, il Pjazza Teatru Rjal .
48 ore a Malta: Valletta, Mdina e le scogliere a picco sul mare
Due giorni per scoprire l’anima più autentica dell’isola, tra città fortificate, templi millenari, villaggi di pescatori e una cucina…











