Il sole del Texas rifletteva sulle spigolose lamiere in acciaio inossidabile del Tesla Cybertruck, facendolo apparire come un oggetto alieno precipitato nel bel mezzo di un paesaggio rurale. Per il suo proprietario, quel veicolo non era solo un pick-up elettrico dalle prestazioni brucianti, ma la realizzazione di una promessa tecnologica che sfidava i confini tra terra e acqua. Convinto dalle parole del visionario Elon Musk, l’uomo si è spinto dove nessun automobilista sano di mente oserebbe: verso le acque profonde di un lago, trasformando un test di coraggio in un disastroso naufragio.

Le promesse di Elon Musk e la genesi di un mito

Per comprendere come si sia arrivati a un simile fallimento, bisogna tornare indietro al 2022. In quell’anno, Elon Musk aveva alimentato l’entusiasmo dei fan dichiarando pubblicamente che il Cybertruck sarebbe stato “a prova d’acqua” da poter servire brevemente come imbarcazione. Questa affermazione, sebbene condizionata, era stata interpretata da molti come una garanzia di capacità anfibie reali.

Il marketing di Tesla, d’altronde, ha sempre puntato sull’immagine di un veicolo indistruttibile, capace di resistere a proiettili e condizioni estreme. Tuttavia, la narrazione che circondava il Cybertruck ha finito per creare una pericolosa distorsione della realtà. Il proprietario protagonista di questa vicenda, come riportato dalle cronache del 20 maggio 2026, ha preso alla lettera le suggestioni del CEO, ignorando che un conto è resistere a una pozzanghera profonda o a un guado controllato, e un altro è tentare di navigare in un bacino idrico aperto.