La capogruppo tedesca ha deciso di portare a Torino funzioni e attività in precedenza concentrate tra Milano, Francia e Germania. Una razionalizzazione che ha portato, da una parte, al ridimensionamento di alcuni siti e, dall’altra, al trasferimento nel capoluogo piemontese di personale e competenze, con l’obiettivo di accorpare produzione, sviluppo e funzioni strategiche in un unico hub operativo. Elitech, azienda specializzata in diagnostica molecolare nata come spin-off dell’Università di Torino a fine anni’90 e acquisita nel 2024 dal gruppo tedesco Bruker per 870 milioni di euro, spinge con gli investimenti al Piero della Francesca aprendo il nuovo Operations Excellence Center (OEC), un polo produttivo e logistico dedicato alla diagnostica molecolare. La nuova sede I nuovi spazi, frutto di un investimento di 4 milioni, che si aggiungono ai 12 già spesi per inaugurare il quartier generale di 4 mila metri quadri a fine 2022 nello stesso plesso, sono stati progettati secondo criteri di automazione, efficienza e scalabilità produttiva: l’obiettivo è sostenere la crescita globale del gruppo e rispondere alle esigenze dei laboratori clinici internazionali. L’impianto consentirà infatti un boost significativo nella capacità produttiva, portando il volume dei test da meno di un milione a oltre 10 milioni l’anno nell’arco di pochi anni, in linea con una domanda in forte espansione. «Sul piano industriale, la crescita dell’azienda si colloca ben al di sopra dell’andamento del mercato europeo della diagnostica molecolare, che registra un incremento intorno al 3%, mentre noi ci muoviamo su tassi di crescita nell’ordine del 15%, trainata dall’aumento delle installazioni e dall’uso crescente delle piattaforme diagnostiche» spiega l’ad Roberto Meda. Una crescita che porterà all’aggressione di nuovi mercati. «Storicamente il nostro mercato principale è sempre stato l’Europa, in particolare l’Italia, dove siamo nati. Poi Francia, Inghilterra, Benelux e successivamente il resto d’Europa. Il Sud America è già attivo. Gli Stati Uniti saranno il prossimo grande sviluppo: ci è stata affidata anche la responsabilità di quel mercato e inizieremo a costruire lì una presenza non solo produttiva, ma anche commerciale» continua l’ad. L’eredità (positiva) del Covid Riguardo l’accentramento su Torino di funzioni prima ripartite altrove: «Questo accentramento su Torino funziona perché la città consente di gestire un business globale in modo efficace». Oggi circa il 30% delle persone che lavorano in città, circa 200 persone su 700 a livello di gruppo, proviene da altre sedi italiane o estere. Per Elitech il boom è arrivato durante gli anni del Covid. L’azienda è stata infatti tra le prime a fabbricare i test che consentivano di individuare il virus. Un dramma mondiale che ha però permesso all’azienda di affermarsi come player di riferimento a livello europeo. E l’intenzione è di continuare a cavalcare il business della diagnostica. «Diventerà sempre più centrale, anche a causa della globalizzazione e della mobilità delle persone. Le malattie si diffondono rapidamente e serve la capacità di diagnosticare precocemente e curare in modo mirato. La diagnostica è la base della clinica: senza di essa si rischia di trattare i pazienti in modo inefficace e costoso. I nostri test costano poche decine di euro, ma possono fare una grande differenza».