L'attore Artem Tkachuk

Prima il raid vandalico contro le auto in sosta, poi la folle reazione all'arrivo delle volanti, con insulti e minacce agli agenti. Nella notte tra mercoledì e giovedì, i poliziotti hanno arrestato il noto attore della serie tv Mare Fuori Artem Tkachuk, 26 anni, celebre per aver interpretato il personaggio di "Pinuccio U Pazz".Il giovane, nato in Ucraina ma con cittadinanza italiana, è finito in manette con l'accusa di danneggiamento pluriaggravato in concorso. Insieme a lui sono stati arrestati altri tre ragazzi italiani, rispettivamente di 24, 22 e 18 anni. Per l'attore è scattata anche una denuncia a piede libero per minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale.Il raid nella notte e l'allarme dei residentiIl fatto è avvenuto intorno all'una di notte in via Molino Prepositurale a Rho, alle porte di Milano. Il branco ha iniziato a colpire con violenza, usando calci e pugni, le vetture parcheggiate lungo la strada, svegliando i residenti della zona.A interrompere la devastazione è stata la telefonata al 112 di una donna, svegliata di soprassalto dal forte chiasso proveniente dalla via. La testimone ha allertato le forze dell'ordine, segnalando il gruppo di ragazzi in azione.Il bilancio dei danni e l'aggressione alla poliziaAl loro arrivo sul posto, gli agenti del Commissariato di Rho si sono trovati davanti una scia di danni. Secondo quanto ricostruito, sono quattro le auto pesantemente colpite dalla furia del gruppo: una Peugeot, che ha riportato la rottura del paraurti anteriore e dello specchietto retrovisore; una Dacia, pesantemente ammaccata nella carrozzeria e privata dello specchietto; una Renault, danneggiata sulla portiera e sullo specchietto; e una Fiat 500, anch'essa rimasta ammaccata e con lo specchietto retrovisore divelto.Alla vista delle divise, anziché calmarsi, il ventiseienne si è scagliato contro i poliziotti per tentare di evitare il controllo. L'attore ha iniziato a urlare frasi di forte minaccia verso gli agenti: “Vi meno” e “Ora vi prendo e vi sfondo”. I quattro sono stati bloccati, accompagnati in ufficio e, al termine degli accertamenti di rito, dichiarati in stato di arresto.