Redazione

21 maggio 2026 08:55

Bologna corre sempre più veloce nel turismo congressuale internazionale e si ritaglia un ruolo da protagonista nel successo italiano in Europa. Il capoluogo emiliano è infatti tra le città che hanno contribuito al risultato raggiunto dall’Italia nel ranking Icca GlobeWatch 2025, che vede il Paese al primo posto in Europa e secondo nel mondo per numero di congressi ospitati. Un dato che conferma la crescita di Bologna come hub della conoscenza, della ricerca e dei grandi eventi professionali. Non soltanto turismo tradizionale, dunque, ma anche congressi scientifici, summit internazionali, convention aziendali e appuntamenti legati all’innovazione. Secondo il rapporto Icca, nel 2024 l’Italia ha ospitato 635 congressi internazionali, superando ancora una volta molti dei principali competitor europei. E Bologna compare tra le città simbolo di questo risultato insieme a Roma, Milano, Firenze, Napoli e Torino.Bologna sempre più città della conoscenzaDietro alla crescita del turismo congressuale bolognese c’è un ecosistema che negli ultimi anni si è rafforzato enormemente. La presenza dell’Università di Bologna, dei centri di ricerca, del Tecnopolo, del supercomputer Leonardo e della rete fieristica rende infatti la città una delle destinazioni più appetibili per eventi ad alto contenuto scientifico e tecnologico. Non è un caso che sempre più congressi internazionali scelgano Bologna per incontri legati a medicina, automotive, Big Data, intelligenza artificiale e ricerca avanzata. A fare la differenza è anche la capacità logistica della città, favorita dai collegamenti ferroviari ad alta velocità, dall’aeroporto internazionale, da una rete alberghiera in continua crescita e dalla posizione strategica nel cuore del Paese. Elementi che permettono a Bologna di competere con le grandi capitali europee del settore.Un turismo che vale miliardiIl turismo congressuale è considerato uno dei comparti più redditizi dell’intero settore turistico. I visitatori business hanno infatti una permanenza media più lunga e una capacità di spesa superiore rispetto al turismo tradizionale. Secondo i dati richiamati nel rapporto Icca, il comparto genera in Italia circa 15 miliardi di euro di indotto economico ogni anno. Per Bologna questo significa ricadute dirette su hotel, ristorazione, trasporti, commercio, servizi e cultura. E soprattutto una minore dipendenza dalla stagionalità turistica, con flussi distribuiti durante tutto l’anno.La strategia che ha fatto crescere BolognaNel rapporto viene sottolineato come il successo italiano non sia casuale ma il risultato di una strategia costruita nel tempo. A trainare la crescita sono stati soprattutto i territori capaci di valorizzare il proprio capitale scientifico e professionale. Ed è proprio qui che Bologna ha trovato il suo punto di forza. La città emiliana si è trasformata progressivamente in un polo internazionale della conoscenza, capace di attirare eventi grazie alla presenza di competenze accademiche, ricerca scientifica e filiere industriali altamente specializzate. Il risultato è una reputazione sempre più forte anche all’estero, che oggi porta Bologna a essere considerata una delle destinazioni italiane più competitive nel mercato globale dei congressi.