di Francesco Ingardia
Quel "padroni a casa nostra" che ha scandito la lunga, lunghissima carriera politica di Egiziano Andreani, è un po’ come il cicchetto tassativo per digerire senza troppi strascichi l’abbuffata al pranzo di Natale: una costante. E sì, può cambiare il colore (da verde Padania a rosso-bruno), ma non il concetto alla base della corsa a sindaco come candidato di Democrazia Sovrana Popolare: il sovranismo 2.0, il "prima l’interesse degli aretini" e poi quello del resto del mondo.
Rompiamo il ghiaccio con un suo cavallo di battaglia, Andreani. Sicurezza: repressione o presidio del territorio?
"Vanno di pari passo. Se sindaco, voglio i vigili di quaritere e di frazione come presupposto per l’interazione con residenti e commercianti, le nostre sentinelle sul territorio. La delinquenza è impossibile da eliminare, ma può essere combattuta con un lavoro chirurgico e sinergico tra sindaco, prefetto, questore, forze dell’ordine e di polizia".
Più Cas o Cpr?















