Quando la veterinaria Marcia Almeida ha portato a casa una piccola gatta Persiano, non immaginava che la reazione in famiglia sarebbe stata così netta. Il marito, appena l’ha vista, non ha avuto esitazioni: secondo lui il cucciolo era “troppo strano” per restare in casa e andava portato indietro.

La micia, di nome Chloe, era stata restituita dal precedente proprietario con un sospetto preoccupante: idrocefalo. La conformazione del cranio, gli occhi molto grandi e il muso schiacciato avevano fatto pensare a una possibile patologia neurologica. Ma la valutazione veterinaria ha ribaltato completamente l’ipotesi iniziale. Dopo gli accertamenti, nessun segno di malattia: Chloe era semplicemente una cucciola nella fase iniziale della crescita, con proporzioni ancora non definitive e tratti tipici della razza particolarmente evidenti nei primi mesi di vita.

Occhi “a palla”

È proprio questo “effetto cucciolo” a ingannare spesso chi non conosce la razza. Nei gatti persiani, infatti, la struttura del volto e del corpo si definisce gradualmente, mentre il mantello lungo e folto richiede tempo per svilupparsi in modo uniforme. Nel caso di Chloe, la trasformazione è stata visibile nel giro di poche settimane. Il muso si è progressivamente addolcito, il pelo ha iniziato a infoltirsi e la silhouette generale ha assunto le caratteristiche classiche dei persiani: eleganti, compatti e con un mantello sempre più vaporoso.