Arriva su History il nuovo documentario in 20 puntate realizzato dal protagonista di "Salvate il soldato Ryan"

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«Quando ero un ragazzo tutti gli adulti attorno a me avevano una cosa in comune, un vuoto nelle loro vite in cui ogni cosa appariva incerta e il tempo stesso sembrava essersi fermato. Quando ne parlavano la chiamavano semplicemente la guerra, per sei cupi anni il mondo era in fiamme...». Inizia così, con le parole di Tom Hanks la serie in venti episodi World War II che sarà in onda da martedì 26 maggio alle 22, in esclusiva e in prima tv assoluta, a su History Channel ed in streaming su Now. Non solo in Italia, sarà un lancio globale in 200 territori e in 40 lingue, raggiungendo quasi 400 milioni di case nel mondo.I venti episodi, prodotti da Tom Hanks e Gary Goetzman, propongono una rilettura del conflitto scatenato da Hitler, portata avanti con lo sguardo e i mezzi del XXI secolo, restituendo un racconto ampio, ricchissimo di immagini d'epoca e di interventi di storici da tutto il mondo, ma soprattutto mettendo al centro l'esperienza umana e mostrando come il conflitto abbia plasmato il mondo contemporaneo e il suo immaginario. La serie, che si avvale anche della partecipazione dello storico premio Pulitzer Jon Meacham, ripercorre tutta la discesa nel gorgo della guerra: dallo shock dell'invasione della Polonia nel 1939, all'ascesa e caduta delle potenze dell'Asse, dalle battaglie su terra, mare e aria da Stalingrado alla Normandia, dall'Atlantico alle giungle del Pacifico fino agli scontri invisibili portati avanti a colpi spionaggio, studi di crittografia e sviluppo della potenza industriale.Come ha spiegato Tom Hanks: «Perché torniamo a parlare di Seconda guerra mondiale? C'erano già degli splendidi documentari negli anni Cinquanta o come quello condotto da Laurence Olivier negli anni '70... Ci torniamo perché quell'esperienza è ancora in grado di parlare al nostro presente. Quando sono cresciuto era una componente della vita di tutti gli adulti che mi circondavano. Il mio insegnante di trigonometria aveva combattuto e ce lo raccontava. Ora non è più così eppure abbiamo ancora un'enorme massa di documentazione a partire dai filmati che non è stata mai vista. In questa serie non ci sono inquadrature o spezzoni mai visti, ma interi filmati che il pubblico potrà vedere contestualizzati. Ma la vera questione è l'esempio che tutta quella vicenda ci può dare. Una vasta parte del mondo avrebbe potuto non occuparsi del nazismo e della sua visione razzista o dell'espansionismo dell'Impero giapponese. Ma invece l'Occidente aveva un'idea precisa di cosa fosse giusto o sbagliato. Una generazione intervenne perché i diritti umani non fossero schiacciati. Sono cose che possono dirci qualcosa sul come dovremmo vivere anche oggi».Quanto alle cose che anche Tom Hanks (nonostante Salvate il soldato Ryan, Band of Brothers e The Pacific) non sapeva e ha scoperto attraverso la lavorazione del documentario: «Non sapevo quanto e per quanto tempo la campagna d'Italia sia stata davvero un'esperienza terribile. Immaginate di essere bagnati ed immersi nel fango e sotto il fuoco nemico per un anno e mezzo. E fu proprio così». Tra gli esperti consultati per la serie spicca, infatti anche uno storico italiano, Marco Maria Aterrano, professore di Storia Contemporanea presso l'Università Federico II di Napoli.