Un robot che attraversa la sala con le portate, risponde in più lingue e sì, anche in dialetto. Un tavolo intelligente che racconta cosa c’è nel piatto, dagli allergeni alla provenienza degli ingredienti. Un frigo smart che, in hotel, suggerisce prodotti in base ai gusti e alle abitudini del cliente. Il ristorante del futuro non è fantascienza: è il terreno di sperimentazione di I-TexS, laboratorio dell’Università di Bologna dedicato all’innovazione nei servizi turistici, hospitality e ristorazione. Sarà presentato giovedì 28 all’Università di Parma. Responsabile scientifico è Giuseppe Cappiello, coordinatore del corso di laurea in Amministrazione e gestione delle imprese a Rimini. Alle spalle ci sono due anni di lavoro del gruppo riminese: circa dieci persone tra docenti e borsisti.
Professor Cappiello, partiamo dal robot: è lui il simbolo del ristorante del futuro?
"È l’immagine che colpisce di più, ma non va fraintesa. Un robot può portare le portate, rispondere ai clienti, parlare più lingue, prendere un ordine o dare informazioni. Ma non nasce per sostituire l’uomo".
E allora a che cosa serve?
"A liberare tempo. Se una macchina svolge attività ripetitive, il personale può dedicarsi di più alla relazione, all’accoglienza, alla cura del cliente. Il valore resta umano".






