ODERZO (TREVISO) - Due operatori aggrediti in pochi giorni al centro di salute mentale. L’ultimo caso risale a lunedì, quando un’infermiera è stata assalita da un utente ed è dovuta ricorrere alle cure del pronto soccorso. Anche pochi giorni fa a subire le violenze di un paziente, sempre durante un servizio collegato al reparto di psichiatria, era stato un infermiere. Per questo, ora, i dipendenti del reparto si dicono preoccupati: «La sicurezza dei lavoratori ospedalieri è in netto calo – dice Gianluca Martin, rappresentante dei Sindacati Ospedalieri Fials -. Stanno aumentando gli episodi di violenze ed aggressioni, sia da parte di malati con patologie psichiche che da parte di persone che soffrono di dipendenze. Sul piano contrattuale questo rischio non è riconosciuto. L’azienda e la Regione devono trovare dei meccanismi per difendere i lavoratori ospedalieri».
In pieno giorno
L’aggressione di lunedì è avvenuta in pieno giorno quando il paziente ha perso il controllo e, verso le 14, ha percosso l’infermiera. La donna è stata immediatamente soccorsa dai colleghi e accompagnata in pronto soccorso mentre nel centro di salute mentale si sono portati anche i carabinieri, che ora stanno cercando di chiarire la dinamica di quanto accaduto e, per quanto possibile, determinare, con l’aiuto del personale medico, i motivi della sfuriata incontrollabile del paziente contro l’operatrice, lasciata a casa per qualche giorno per riprendersi dall’infortunio subito. «So molto bene di che cosa si tratta – dice il sindacalista Gianluca Martin di Fials anche alla luce del precedente episodio verificatosi solo qualche giorno prima -. Anche io a settembre sono stato aggredito mentre svolgevo il mio lavoro al pronto soccorso. I problemi inerenti la sicurezza di noi operatori stanno aumentando. Non siamo tutelati, è evidente che il problema esiste. A fronte di una stipendialità ferma, il grado di rischio si va aggravando. Credo che la disaffezione verso il lavoro dell’infermiere sia generata anche da questi aspetti».






