ROMA - "E chi l'avrebbe mai detto?". Giorgia Meloni coccola con gli occhi una piazza Duomo piena e non trattiene la soddisfazione per il successo in trasferta: "Tutta questa gente a Milano, qualche anno fa avrei fatto fatica a crederci...". È il culmine della sfida lanciata nella città dell'alleato rivale, Matteo Salvini, nella capitale della Lega che Fdi, a sorpresa, tallona nei sondaggi. È il sabato dell'orgoglio di bandiera, in un centrodestra che procede in ordine sparso e che vede i leader a caccia di voti in territorio altrui. Una campagna incrociata, a distanza, che dà la misura delle divisioni nella coalizione, con Forza Italia gelida e ferita dalla recente campagna acquisti salviniana in casa propria.

Quale sia il clima, Meloni lo ha fatto capire alla vigilia del tour, ai microfoni di Telelombardia, negando la fascia di capitano a Matteo Salvini: "Non c'è un capo della schieramento e non potrebbe esserci ora che i partiti del centrodestra hanno posizioni diverse tra loro: c'è chi sta al governo e chi sta all'opposizione. È difficile avere un leader che decida per tutti". Si affretta, la pasionaria della Destra romana, a dire che poco le interessa la competizione della Lega, che a lei "basta aver superato Pd e M5S". Ma l'ombra di Salvini, e della gara interna, accompagna Meloni in questo viaggio sulle strade del Carroccio, che passa da Busto Arsizio e da Arcore ma non da Varese, dove c'è un candidato sindaco leghista.