L’arte di Antonio Ballero dialoga con quella di Giuseppe Pellizza da Volpedo davanti a una tenda che riproduce “Il Quarto Stato”. L’allestimento coinvolgente e accattivante trascina i visitatori del museo Man di Nuoro in un emozionante viaggio storico e artistico. «Pellizza impersona tutto quanto l’artista sardo va ricercando: la novità della tecnica divisionista (un modo “diverso” e aggiornato di vedere), posta al servizio di una umanità che chiede considerazione e riscatto sociale (per un futuro “diverso”)», spiega il critico d’arte Antonello Cuccu nel catalogo che accompagna la mostra, aperta al pubblico fino al 14 giugno.
A richiamare il legame profondo tra i due artisti e la stima reciproca anche una copia del “Quarto Stato” con dedica firmata “Pellizza di Volpedo” e donata “all’amico Antonio Ballero” che lo custodisce con grande cura come manifesto di un’arte al servizio dell’umanità. L’amicizia è cementata dalla vocazione condivisa per paesaggi e colori, ispirati al divisionismo italiano di cui Pellizza da Volpedo è considerato padre nobile.
«Il divisionismo – scrive Ballero – rappresenta un ideale nuovo, un ideale di luce, è la serena poesia dei campi e dei cieli che si diffonde per le tele e l’opera d’arte ne è tutta compenetrata, colle sinfonie dei teneri mattini d’aprile e coi misteri silenziosi dei crepuscoli d’autunno, il divisionismo è la luce, la divina luce in tutte le sue delicatissime espressioni». Da qui il titolo della mostra “Pellizza e Ballero la divina luce”. I due artisti proposti al Man di Nuoro











