L'attore e sceneggiatore George Eastman, al secolo Luigi Montefiori, uno degli ultimi giganti del cinema di genere italiano, protagonista di spicco degli spaghetti western, è morto la notte scorsa a Roma nella clinica "Gemelli Curae", all'età di 83 anni, a seguito dell'aggravarsi del suo stato di salute. L'annuncio della scomparsa è stato dato dalla famiglia: lascia i tre figli Evelina, Arianna e Tommaso, di 36, 31 e 26 anni, la moglie Manuela e i suoi due nipoti, Giulio, di 4 mesi, figlio della primogenita Evelina, e Allegra, figlia di Arianna e Mattia Briga, di 2 mesi.

Due metri d'altezza, passato da rugbista, Montefiori aveva faccia da duro e una carriera che ha attraversato numerosi generi - western, horror, thriller, fantascienza post-apocalittica, erotico e televisione popolare. Per sfondare sul grande schermo aveva scelto un nome americano preso in prestito da Eastman, il padre della pellicola fotografica. Nato a Genova il 16 agosto 1942, trasferitosi a Roma inseguendo prima la pittura e poi il cinema, frequentò il Centro sperimentale di cinematografia sotto la guida di Nanni Loy, salvo abbandonarlo quasi subito per i set di Cinecittà. Era il momento giusto: il western all'italiana stava vivendo la sua stagione d'oro, e quel gigante ligure sembrava uscito direttamente da una frontiera immaginaria. Così contribuì a successi come Bill il taciturno (1967), 'Odia il prossimo tuo' (1968), 'Preparati la bara!' (1968), 'Il mio corpo per un poker' (1968), 'La collina degli stivali' (1969), 'Quel maledetto giorno della resa dei conti' (1971), 'Amico, stammi lontano almeno un palmo' (1972), 'Tutti per uno, botte per tutti' (1973).