Agrigento non dimentica. A quindici anni da quel tragico 5 febbraio 2011 che strappò alla vita e all'affetto dei suoi cari la giovane Antonella Alfano, la città si è stretta in un abbraccio ideale attorno alla memoria della sua concittadina, vittima di uno dei più efferati femminicidi che abbiano sconvolto la comunità locale. Questa mattina, nella centralissima piazza Cavour, è stata ufficialmente inaugurata una panchina rossa: un monumento urbano semplice ma dal valore simbolico dirompente, destinato a diventare un presidio permanente nella lotta contro la violenza di genere.

Alla cerimonia, svoltasi in un clima di profonda commozione, ha preso parte il vertice delle istituzioni cittadine, a testimonianza del valore collettivo dell'iniziativa. Accanto ai familiari di Antonella Alfano, composti in un dolore dignitoso che il tempo non ha cancellato, erano presenti il sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè, l’assessore al Bilancio, Patrizia Lisci, e il presidente del Consiglio comunale, Giovanni Civiltà. Straordinaria la risposta della società civile: una folla silenziosa di cittadini ha gremito la piazza per manifestare solidarietà alla famiglia e ribadire un fermo «no a ogni forma di abuso sulle donne».