Impedire di trasformare la cronaca in voyeurismo giudiziario
Oggi in Plenum arriva il testo sulla comunicazione giudiziaria contro la spettacolarizzazione Così si rafforzerà la presunzione di innocenza. La relatrice: “Non limiterà il diritto di cronaca”
Giovanni M. Jacobazzi
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«Ma quale “bavaglio” alla stampa, cerchiamo almeno per una volta di essere seri», afferma Claudia Eccher, componente laica del Consiglio superiore della magistratura, da giorni nel mirino del Fatto Quotidiano. Motivo? La delibera sulla comunicazione giudiziaria, di cui è relatrice, che approderà questa mattina in Plenum e che aggiorna quella del 2018, considerata oggi insufficiente rispetto all’impatto dei social media e della permanenza online delle notizie giudiziarie. «La nuova delibera – prosegue Eccher, «colpevole» peraltro agli occhi del Fatto di essere l’avvocata del leader della Lega Matteo Salvini – non limita affatto il diritto di cronaca, ma ridefinisce le modalità della comunicazione istituzionale della magistratura». Per il giornale diretto da Marco Travaglio si tratterebbe invece di un’«auto-museruola» del Csm, con Palazzo Bachelet che starebbe andando oltre le riforme Cartabia e Nordio nel restringere la diffusione delle informazioni giudiziarie. Un’accusa che Eccher, parlando con Il Riformista, ha bollato come frutto di una «narrazione distorta».







