"Siamo stati al processo ma di certo non eravamo lì per difendere mio fratello, perché lui ha sbagliato e deve pagare. Punto. Ma siamo stanchi delle falsità e delle bugie". A parlare, attraverso una nota, è Giuseppina Tucci, la sorella di Alessio Tucci, il 19enne a processo per l'omicidio della sua ex fidanzata, Martina Carbonara, 14 anni, uccisa il 25 maggio del 2025 e trovata senza vita il giorno dopo in un cantiere edile abbandonato di Afragola, in provincia di Napoli. Ieri, per prima udienza del processo le due famiglie si sono azzuffate, per fortuna solo verbalmente, all'interno dell'aula di tribunale. Sono volate parole grosse da una e dall'altra parte e è si è reso necessario l'intervento delle forze dell'ordine.

La mamma di Martina Carbonaro urla al papà dell'imputato: "Sei stato tu!". Volano offese e minacce

"Quando è entrato Alessio nell'aula, - spiega Giuseppina nella nota - la signora Enza stava andando verso di lui e l'hanno fermata, poi ha iniziato a offendere: noi eravamo sopra a guardare. A un certo punto la signora Enza si è girata verso mio padre e ha iniziato a dire 'tu sei stato, ti devo uccidere', poi si è girato anche il signor Marcello e anche lui ha detto a mio padre 'a te ti devo aprire la testa'. Per questo mio padre ha fatto quel gesto, ma se loro non ci avessero detto nulla, noi non avremmo parlato".