Una class action da 5 milioni di dollari contro la Disney che consente ai visitatori dei suoi parchi tematici, Disneyland e California Adventure, di entrare attraverso il riconoscimento facciale. Nulla di obbligatorio, si tratta di un’opzione che l’azienda americana ha implementato in due dei suoi molti parchi, entrambi in California, dove i visitatori per velocizzare le pratiche di accesso hanno a disposizione questa possibilità. Un sistema che somiglia molto a quanto avviene già negli aeroporti, per motivazioni di sicurezza decisamente più importanti.

Ma i legali che stanno tentando la strada dell’azione legale collettiva contestano a Disney di gestire i sistemi di face ID in modo poco trasparente; il nodo della questione è la privacy, poiché le persone non riceverebbero informazioni sufficienti sulle caratteristiche biometriche che sono scansionate e memorizzate.

Cercando informazioni sul sito Disney, abbiamo trovato la pagina che spiega le modalità di accesso. “Gli ospiti possono scegliere di utilizzare i varchi d'ingresso dotati di tecnologia di riconoscimento facciale agli ingressi di Disneyland Park e Disney California Adventure Park. Questa tecnologia facilita il rientro nei nostri parchi e contribuisce a prevenire le frodi” si legge sul sito che spiega come avviene la procedura.