Nell’epoca della paura, in cui quasi tutti pesano le parole per non compromettere contratti, reputazione o consenso, Javier Bardem continua ad avere una caratteristica sempre più rara: il coraggio di esporsi. Lo fa senza diplomazie inutili, senza rifugiarsi nella neutralità rassicurante di alcune star contemporanee.
Al Festival di Cannes, durante la presentazione di The Beloved di Rodrigo Sorogoyen, l’attore spagnolo ha parlato di mascolinità tossica, guerra, genocidio, manipolazione dell’informazione e violenza contro le donne con un’autenticità e chiarezza che nel panorama hollywoodiano suonano quasi rivoluzionarie. E mentre molti evitano accuratamente di prendere posizione, lui continua a ricordare che il silenzio, spesso, è già una scelta politica.
Forse è anche per questo che oggi il video del suo intervento sta rimbalzando su social e sul web, perché capace di pungolare le coscienze di chi generalmente sceglie di rimanere nella comodità del silenzio. Il punto centrale del suo discorso parte da una riflessione sulla mascolinità e sulla violenza strutturale che la attraversa. Parlando del suo personaggio in The Beloved (un regista premio Oscar incapace di gestire il rapporto con la figlia e prigioniero della propria rabbia) l’attore ha allargato il discorso alla società contemporanea e alla cultura patriarcale in cui è cresciuto.










