Un cittadino cinese è stato fermato nel Nordland con l’accusa di tentate attività di intelligence illegali. È il secondo caso in pochi giorni. Cresce l’attenzione per l’espansione delle operazioni cinesi nel Paese, dall’Artico alle infrastrutture sensibili
La Norvegia registra un nuovo caso di sospetto spionaggio riconducibile alla Cina. Un cittadino cinese è stato arrestato nel Nordland con l’accusa di aver tentato di svolgere “attività di intelligence illegali”, secondo quanto riferito dal portavoce del servizio di sicurezza interno norvegese, il Pst, e riportato dal The Independent. L’uomo è stato posto in custodia cautelare per quattro settimane, mentre i suoi legali hanno respinto ogni addebito.
Non è però la prima volta. Nel caso precedente, una cittadina cinese, poi posta in custodia cautelare per quattro settimane, è stata arrestata con l’accusa di aver concorso a un tentativo di grave attività di intelligence contro segreti di Stato. Secondo il procuratore del Pst, Thomas Blom, l’operazione ruotava attorno a una società registrata in Norvegia che avrebbe agito da copertura per un attore statale cinese, intenzionato a installare ad Andøya, nel Nordland, un sistema di ricezione capace di scaricare dati da satelliti in orbita polare. Informazioni potenzialmente sensibili, ha spiegato Blom, perché idonee a danneggiare “interessi fondamentali norvegesi” se trasferite a una potenza straniera. La polizia ha perquisito due indirizzi, uno ad Andøya e l’altro a Otta, nell’Innlandet, sequestrando l’apparato prima che entrasse in funzione. L’inchiesta coinvolge anche altri indagati e la vicinanza dell’area all’Andøya Spaceport, snodo centrale per la proiezione spaziale europea, contribuisce ad accrescere l’attenzione delle autorità di Oslo.










