MESTRE (VENEZIA) - Non sono gesti, ma segni. Non è solo un linguaggio, ma sono lingue vere e proprie con cui comunicare - attraverso il cinema - storie, arte, emozioni e identità. È questo l'obiettivo dell'Itinerant Deaf Cinema Festival, l'unico festival itinerante di cinema sordo in Italia che prenderà il via venerdì al Museo M9 a Mestre. Tre giorni di proiezioni e incontri nelle lingue dei segni, italiana (Lis) e internazionale (Isl), in italiano parlato e con i sottotitoli per invitare tutta la cittadinanza, udente e sorda, a condividere la passione per il cinema. Un'occasione per smontare le barriere linguistiche, i presunti pregiudizi e scoprire il mondo e la cultura sorda.
IL PROGRAMMA All'M9 ieri, giornata nazionale del riconoscimento della Lis, è stato presentato il programma del festival cinematografico , organizzato da Signplicity, Piattaforma Lago e Pro Loco Revine Lago, in collaborazione con il Museo del 900. Per tutto il fine settimana verranno proiettati 22 cortometraggi di respiro nazionale e internazionale, realizzati per mettere al centro il linguaggio visivo, il corpo e lo spazio. Un cinema fresco, contemporaneo e creativo che ha l'obiettivo di promuovere il settore interpretato dalla comunità sorda. Tra una proiezione e l'altra, anche performance, incontri, dj set visuali e laboratori per i più piccoli. Il festival aprirà le porte venerdì con un aperitivo in Lis, la cerimonia d'inaugurazione e la proiezione "Le fobie del guardrail" dell'illustratore Marco Capellacci. Seguono i primi film del concorso internazionale, una proiezione notturna per adulti, attività per bambini e una festa. Sabato il programma continuerà con il documentario "Je Vous Aime".Parteciperanno anche l'artista Daniel Bongioanni e l'attivista Diana Anselmo, per poi lasciare spazio al talk internazionale Racconti di festival, al seminario Il Cinema dei Sordi con Daniele Le Rose, al workshop Ritmi Visivi, gli incontri con la giuria internazionale e la speciale competizione dedicata al ritmo visivo. La serata si concluderà con le premiazioni ufficiali del festival e la proiezione di Hands Solo, un documentario a tratti anche provocatorio. Domenica uno dei momenti più attesi: attraverso una tavola rotonda internazionale verrò creato il primo International Deaf Cinema Manifesto. Un documento che riscrive la storia a circa 150 anni dal Congresso di Milano, evento che nel 1880 ha vietato l'uso delle lingue dei segni in Italia. In conclusione si terrà l'incontro con l'ospite Emilio Insolera, attore del film Non Abbiamo Bisogno di Parole, realizzato da Netflix Italia. Tutte le attività saranno accessibili grazie a un team composto da 5 interpreti e 30 persone segnanti tra il personale. INCLUSIONE «Il festival è uno spazio di incontro tra comunità sorda e udente - ha spiegato Fabio Zamparo, videmaker e regista sordo, nonché direttore artistico del festival insieme a Anna Chiara Carlet -. Non è un evento "inclusivo" nel senso convenzionale, ma un luogo in cui i linguaggi si contaminano, si mettono in discussione e si trasformano. Ed è un modo per affermarsi: molti sordi crescono in contesti difficili, spesso isolati, questo progetto valorizza la propria identità e unisce». Un'unione che ha creato una rete internazionale capace di coinvolgere registi e attori iraniani, inglesi, americani, italiani, russi.«Siamo partiti qualche anno fa, dopo esserci resi conto che in Italia, rispetto all'estero, non c'erano più festival del cinema sordo- racconta Anna Chiara Carlet, curatrice e cofondatrice del festival -. Oggi si apre una nuova fase. Questo festival nasce dal desiderio di creare uno spazio aperto, dove l'incontro tra mondi diversi non sia una mediazione, ma un'occasione di trasformazione». Aggiunge Viviana Carlet che insieme a Carlo Migotto ha fondato la piattaforma Lago, primo approdo del festival: «Non è un evento costruito attorno al concetto di inclusione come concessione, ma uno spazio in cui nuovi linguaggi possono ridefinire il modo stesso in cui guardiamo, ascoltiamo e ci relazioniamo agli altri».Di trasformazione parla anche la direttrice del museo, Serena Bertolucci, che la Lis l'ha studiata: «Ospitare questo festival è per M9 una questione di metodo: la vera accessibilità si raggiunge quando non ci sono iniziative differenziate, ma quando si condividono i medesimi spazi». Presente anche l'assessore Paolino D'Anna che ha auspicato «l'introduzione del festival tra i programmi futuri di Mestre e Venezia, città della Mostra del Cinema». Per partecipare al festival si consiglia di acquistare il biglietto in anticipo sul sito dell'M9 oppure su www.piattaformalago/signplicity.







