Dalle foreste del mondiale rally alle dune africane, la trasformazione delle Peugeot T16 rappresenta uno dei capitoli più affascinanti della storia del motorsport. Quando nel 1986 il Gruppo B venne cancellato dopo una stagione segnata da incidenti mortali, molte delle vetture più sofisticate e radicali mai costruite sembravano destinate a scomparire. In Peugeot, invece, quella crisi divenne l’occasione per reinventare un progetto vincente.

La rinascita della Peugeot 205 T16 Sotto la guida di Jean Todt, la celebre Peugeot 205 T16, dominatrice del Mondiale Rally 1985 e 1986, trovò una seconda vita nei rally raid e soprattutto alla Paris-Dakar Rally. Nacque così la Peugeot 205 T16 Grand Raid, molto più di un semplice adattamento della vettura da rally. Per affrontare le massacranti tappe africane, il potente motore turbo da oltre 500 CV delle versioni Gruppo B venne portato a circa 380 CV, privilegiando affidabilità e resistenza. Ma la vera rivoluzione riguardò telaio e architettura: passo allungato di 33 centimetri, carreggiate riviste, assetto rialzato e serbatoi maggiorati fino a 400 litri. Modifiche indispensabili per affrontare dune, pietraie e lunghissimi trasferimenti ad alta velocità, un ambiente completamente diverso rispetto alle prove speciali europee per cui la 205 era nata.