Roma, 20 maggio 2026 – Si scrive Futuro Nazionale, si legge Roberto Vannacci. È lui il grande problema del centrodestra, ma anche la sua potenziale ancora di salvezza. Il passaggio di Laura Ravetto dalla Lega al partito del generale non è solo cronaca: è un termometro politico.

La matematica è spietata: fuori dai radar leghisti per un seggio sicuro, la deputata – berlusconiana della prima ora – ha puntato sul cavallo che corre di più. Fino a ieri nessuno avrebbe affidato la propria sopravvivenza politica al partitino di Vannacci. Oggi è cambiato tutto. I sondaggi fotografano lo scarto: FN ha sfondato il muro del 4%. E con lo Stabilicum – la legge elettorale in esame alla Camera – i voti del generale sarebbero l’ago della bilancia per far scattare il premio di maggioranza. Traduzione: Vannacci va arruolato. Nessuno lo ammette, fioccano i "mai dire mai", gli "è presto per dirlo" e i "deciderà la premier". Ma dietro le quinte, il corteggiamento è già partito.

Gli ostacoli restano, a partire dal muro del Carroccio. Ma il pallottoliere azzera i malumori. Certo, Vannacci promette una via crucis quotidiana, ma i mal di pancia post-voto sono un lusso: prima bisogna vincere. E se per la coalizione il generale è un’incognita, per la Lega è un incubo. Futuro Nazionale le svuota il bacino elettorale, e Salvini arranca in una rincorsa affannosa. L’ultima bandiera? La revoca della cittadinanza a chi, come El Koudri, commette reati odiosi. Idea subito impallinata. Il Capitano sbotta: "Se qualcuno stupra, uccide e spaccia, ho il diritto di rimettere in discussione l’atto di fiducia? C’è già una nostra PdL: non la inventiamo ora".