Sarà il Comune, socio unico di Amat, a dire la parola fine sul conflitto ormai conclamato per la successione di Domenico Caminiti, ormai ex dg. A rigore, in ferie - ne ha tante, 170 giorni dal primo maggio - poi, dal primo dicembre in pensione. Il cda è, oggi, il direttore generale, avendo intanto avocato a sé tutte le funzioni. In Amat è un segreto per pochi distratti, che in cda si stia consumando una contrapposizione a tratti aspra, dopo la bufera relativa alle pretese di Caminiti, che avrebbe voluto monetizzare le ferie maturate in anni diversi da quello in corso.

Così, per tappare la falla e tornare a incrociare le armi, le due parti - da un lato il presidente Giuseppe Mistretta, dall’altro Alessandra Sinagra e Rosario Mingoia, che spingono per la nomina del dirigente Ferdinando Carollo - lunedì hanno partorito uno scarno comunicato che informa "il personale che qualsiasi atto precedentemente firmato dal direttore generale sarà, fino a nuova comunicazione, di competenza del cda". Di diverso avviso Mistretta, che ha invocato la norma statutaria che permetterebbe di accentrare in capo alla presidenza le funzioni di amministratore delegato e dg. Per dirimere la questione, è stato chiesto l’"arbitrato", cioè l’indirizzo politico, agli uffici del controllo analogo, che ha rinviato i contendenti a un confronto con il socio unico. Cioè il Comune, il sindaco. La convocazione avverrà verosimilmente subito dopo il voto amministrativo in alcuni Comuni della provincia.