SONDRIO"Dai Teresina, adesso torniamo a casa". Dopo 40 giorni nel corso dei quali la speranza è andata non di rado a braccetto con la disperazione di non trovarla più viva, la cagnolina sparita dall’abitazione, in pieno centro a Sondrio, degli umani che l’avevano adottata da alcuni mesi soltanto è finalmente tornata a casa. La domenica di Pasqua, approfittando di una porta lasciata aperta, aveva probabilmente deciso di riassaporare la libertà di quando era randagia, ma da quel momento per i proprietari è iniziato un vero e proprio incubo, un’angoscia che chi ama gli animali può facilmente immaginare. Il capoluogo è stato letteralmente tappezzato di manifestini con la foto di Teresina, i numeri di telefono cui segnalare eventuali avvistamenti e pure alcuni consigli perché la cagnolina, molto timorosa e diffidente, non si sarebbe di certo lasciata avvicinare. Da allora, un diluvio di segnalazioni che hanno fatto somigliare il peregrinare della cagnolina alle traiettorie di una pallina del flipper impazzita: dalla tangenziale, zona via Samaden, a Poggiridenti, dal Moncucco a via Valeriana, da viale dello Stadio alla "Sondrio di Sopra". Tutti la avvistavano, ma nessuno riusciva ad avvicinarla. La buona notizia, sebbene i giorni passassero, era che comunque fosse ancora viva, più forte della fame e delle ben più temibili ruote delle auto. Il 25 aprile scorso, la svolta. Teresina viene individuata in zona Maioni, nella boscaglia sotto la chiesa di San Bartolomeo. Qui c’è una colonia felina: per giorni il suo cibo è stato il medesimo portato ai gatti che vivono lì. Lieto fine? Non ancora, perché da quel momento è iniziato un lungo e pazientissimo lavoro di avvicinamento della "rossiccia" ormai inselvatichita tanto che è stata coinvolta anche la Polizia provinciale.