Essere anziani dovrebbe significare riposo, sicurezza, amore. Per Taz, invece, i 13 anni sono iniziati nel modo più crudele possibile: abbandonato in un canile della contea in Florida perché non era più “desiderato”. Cieco, fragile e completamente spaesato, il piccolo cane si è ritrovato improvvisamente solo, lontano da quella che per tutta la vita aveva chiamato casa. E la domanda che in tanti si sono fatti è una soltanto: come si può arrivare a considerare un animale anziano un semplice “inconveniente”?

Dal divano di casa a una gabbia rumorosa

La storia arriva da St. Petersburg, in Florida, dove il rifugio Pawlicious Poochie Pet Rescue è intervenuto appena ha saputo della situazione di Taz. Per un cane cieco e anziano, il canile rappresentava probabilmente il posto peggiore possibile: rumori continui, odori sconosciuti, persone estranee e la totale perdita di ogni punto di riferimento. Chi lo ha soccorso ha raccontato che Taz era confuso, spaventato e stremato. Ma soprattutto tradito.

“Non era spazzatura”: il primo gesto che gli ha restituito dignità

Una volta portato via dal rifugio, le volontarie hanno fatto ciò che ogni essere vivente meriterebbe: prendersene cura. Gli hanno fatto un bagno caldo, lo hanno avvolto in coperte appena uscite dall’asciugatrice, gli hanno preparato la cena e lo hanno accompagnato fuori per i bisogni. Piccoli gesti normalissimi. Ma per un cane appena abbandonato, diventano enormi. Quella notte Taz ha finalmente dormito al sicuro.