ROVIGO - L'ennesima scorribanda dei topi d’appartamento nelle frazioni mette paura a Rovigo. Stavolta è successo a Borsea, in via Padre Placido Cortese, nella zona vicino al parco. Venerdì sera, alle 19.20, i ladri si sono introdotti in un'abitazione: erano due uomini, poi notati a bordo di un'auto scura e di grossa cilindrata.

IL COLPO I malviventi hanno fatto irruzione dalla finestra laterale del garage, abbastanza nascosta e confinante con il parco: con un piede di porco hanno sprangato balcone e finestra, poi sono entrati e hanno approfittato dell'assenza dei proprietari per mettere a soqquadro la casa. Hanno rovistato in ogni stanza al piano terra, a caccia di contanti. Poi sono saliti al primo piano e, lì, hanno fatto razzia. Hanno portato via praticamente di tutto: sei piastre per capelli, otto spazzole, una busta piena di rasoi, due profumi, orecchini, anelli e una collana d'oro, un navigatore e addirittura un ferro da stiro. Gli oggetti sono stati inseriti in un borsone rosa e in una coperta del divano, che mancano all'appello e sono stati utilizzati come sacco, per portare via le cose. Oltre al valore affettivo degli oggetti di valore, la donna è amareggiata per il furto delle collane "chiama angeli" dei suoi bambini, che utilizzava in gravidanza. Fatta l'amara scoperta, i residenti hanno avvertito le autorità competenti e la proprietaria «ringrazia la polizia per essere intervenuta e per la delicatezza dimostrata». LA TESTIMONIANZA La vittima rivela: «Ero terrorizzata anche per i miei gatti, perché sono cuccioli e abituati a vivere in casa. Non li trovavo e pensavo fossero scappati, invece erano stati bravi e si erano nascosti. A distanza di qualche giorno, sono rimasti traumatizzati e tutt'ora la femmina piange più del dovuto a ogni minimo rumore». La sgradita visita dei malviventi ha lasciato il segno nella donna: «Ci sono momenti che ti cambiano dentro in pochi minuti. Momenti in cui capisci che la paura non è una parola, ma una sensazione che ti resta addosso. Venerdì i ladri mi sono entrati in casa. E da quel momento qualcosa si è rotto. Mi hanno lasciato la casa, ma non il senso di sicurezza. Mi hanno lasciato le stanze, ma non il sonno. Mi hanno lasciato i muri, ma si sono portati via qualcosa che non si vede: la serenità». «Da quel giorno - continua - vivo arrabbiata. Perché nessuno ha il diritto di entrare nella vita degli altri e distruggere tutto. Per loro magari era solo una casa. Per me era il posto dove sentirmi al sicuro. Il posto dove crescere i miei figli, dove chiudere la porta e pensare “qui siamo protetti”. E invece no». «Da quella sera - spiega - ogni rumore pesa. Ogni macchina che passa la guardo. Ogni notte è diversa. Perché quando i ladri entrano in casa tua non rubano solo oggetti. Rubano pace, sicurezza, sonno. Ti lasciano addosso rabbia, paura e quella sensazione terribile di non sentirti più al sicuro nemmeno dentro le tue mura. E la cosa che fa più male è che mentre tu cerchi di rimettere insieme la testa, di tornare a dormire, di fare finta che vada tutto bene… chi ha fatto questo continua la propria vita come se niente fosse. No. Non è stato “solo un furto”. È una ferita. È una violazione. È qualcosa che ti entra nella testa e nelle notti. Da venerdì non dormo più come prima. Mi hanno lasciato i muri. Ma si sono portati via la tranquillità».