Almeno 28 persone sono morte in Sudan a causa di un attacco con droni. I feriti sono 23, secondo quanto hanno riferito una fonte medica e tre testimoni all’agenzia di stampa AFP. L’attacco è avvenuto contro il mercato di una città del Kordofan Occidentale, area nel sud del paese controllata dai gruppi paramilitari. Il Sudan è sostanzialmente diviso in due: da una parte l’esercito regolare, che controlla la parte orientale con la capitale Khartoum, il corridoio del Nilo e la città portuale di Port Sudan, sul Mar Rosso; dall’altra le Rapid Support Forces, le milizie che si sono stabilite nell’ovest e che controllano la regione del Darfur.

Due testimoni hanno affermato che il drone ha colpito il ristorante di un mercato molto affollato, attribuendo l’attacco all’esercito sudanese. Un altro testimone ha dichiarato che il drone ha prima colpito un veicolo appartenente alle Rapid Support Forces «uccidendo tre persone» per poi «colpire il ristorante». Emergency Lawyers, un gruppo sudanese che lavora per la difesa dei diritti umani, ha affermato che l’attacco ha preso di mira un mercato chiave da cui dipendono migliaia di civili per cibo e beni di prima necessità.

Una fonte dell’esercito regolare ha negato qualsiasi responsabilità, affermando che il loro obiettivo non è prendere di mira i civili, ma solo «obiettivi militari», come veicoli blindati e siti di stoccaggio di armi e munizioni. I paramilitari hanno invece accusato l’esercito regolare di portare avanti una campagna «sistematica» contro i civili e le infrastrutture civili, in violazione del diritto internazionale.