Genova - Il mare, si sa, restituisce spesso ciò che non gli appartiene. A Genova Voltri, dopo la mareggiata di qualche giorno fa, ha riportato a riva una distesa di sabbia scurissima, quasi nera, riaccendendo dubbi, qualche ansie ma soprattutto una marea di ricordi. E’ bastato un video pubblicato sulla pagina Fb genovese dedicata all’archeologia urbana “Misteri della Terra” (di Gianluca Usai and friends) per alimentare il dibattito pubblico sulla storica e un po’ mitica spiaggia del ponente.
Il post della pagina Fb "Misteri della terra"
Le immagini dei granelli neri mescolati alla sabbia hanno rapidamente fatto il giro del web scatenando una miriade di commenti. C’è chi parla di semplici sedimenti naturali e chi invece sostiene si tratti di residui industriali legati alla presenza delle ex Fonderie Tassara, poi assorbite dall’Ilva. Non mancano i riferimenti al passato industriale della zona: “Molto meno peggio del cromo della Stoppani a Cogoleto”, scrive per esempio Alfonsa. “Ma ti ricordi le tonnellate di moka che trovavi a Vesima negli anni 80? Con il bulesumme ci siamo cresciuti”, aggiunge Tullio.
La sabbia nera di Voltri post mareggiata
A moltissimi l’argomento evoca subito un termine: la “loppa”, il residuo derivante dalla fusione metallurgica con cui le generazioni precedenti sono cresciute andando al mare in questa zona di Genova. Qualcun altro sostiene che possa trattarsi di materiale ferroso, suggerendo una verifica con una calamita: “Provate ad andare in spiaggia con una borsa con chiusura a calimita, vedrete quanti granelli attirate...”.






