di
Andrea Camurani
Il caso in provincia di Varese. Le ragazze erano tutte minorenni: hanno denunciato palpeggiamenti. Otto sono parte civile nel processo. La mamma della prima che ha parlato: «È stata coraggiosa, giustizia è fatta»
È stato condannato a 10 anni e sei mesi, oltre alle pene accessorie, l’allenatore di una squadra di volley in un piccolo paese della provincia di Varese accusato di violenza sessuale aggravata. Le attenzioni sessuali erano rivolte alle giovani atlete tutte minorenni del club sportivo dove il coach allenava. L’uomo, 53 anni, ad oggi detenuto e difeso dall’avvocsto Marco Natola, era stato arrestato nel febbraio del 2025 con ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Varese dopo che una ragazzina dodicenne ai tempi dei fatti aveva raccontato quanto avveniva negli spogliatoi o durante i passaggi in auto che l’uomo le dava.
Una denuncia finita sul tavolo dei carabinieri del nucleo investigativo di Varese e dei colleghi dei reparti territoriali di riferimento che ha permesso alla Procura di Varese di raccogliere elementi sufficienti per chiedere e ottenere la misura restrittiva. Il processo conclusosi martedì in primo grado è stato celebrato con rito abbreviato e l’accusa - pm Claudia Maria Contini - aveva richiesto una pena pesante fermatasi per la decurtazione prevista dal rito a 12 anni e 4 mesi (il computo era partito da oltre 19 anni di carcere), poi scesa ulteriormente con la decisione del giudice per l’udienza preliminare Rossana Basile.







