R.M.

19 maggio 2026 13:10

Gianluca Dall'Aglio

In una fase segnata da guerre, crisi energetiche, tensioni commerciali e incertezza economica, Confartigianato Imprese Padova porta al centro della campagna per le amministrative del 24 e 25 maggio il valore del cosiddetto “soft power artigiano”: quella capacità di attrarre attraverso qualità, cultura produttiva, stile di vita, creatività e saper fare che rende riconoscibile il made in Italy nel mondo. Un patrimonio che nasce soprattutto nei territori, nelle botteghe, nelle officine, nei laboratori e nelle micro e piccole imprese. Per questo l’associazione ha definito dieci priorità strategiche da sottoporre ai candidati sindaci e alle future amministrazioni comunali, con l’obiettivo di rafforzare competitività, vivibilità urbana e sviluppo locale.Secondo l’Ufficio Studi di Confartigianato del Veneto su dati Unioncamere-Infocamere, il sistema artigiano provinciale conta oltre 23.800 imprese e più di 60mila addetti. Di questi, 29mila occupati lavorano nei settori artigiani legati ai fattori distintivi del made in Italy, pari al 45,1% dell’occupazione artigiana provinciale. Un dato che colloca Padova tra le province italiane con la più alta presenza di artigianato riconducibile al soft power. «L’artigianato oggi non rappresenta soltanto un settore economico - afferma il presidente di Confartigianato Imprese Padova, Gianluca Dall’Aglio -. È una componente essenziale della qualità urbana, della vitalità dei centri storici e della capacità di un territorio di attrarre persone, turismo, lavoro e investimenti».Nel documento rivolto ai futuri amministratori locali, Confartigianato chiede una visione capace di tenere insieme sviluppo economico e qualità della vita. Tra le priorità indicate ci sono gli investimenti sulle infrastrutture strategiche e sulla viabilità, con particolare attenzione alle criticità del quadrante nord della provincia, il sostegno alla mobilità sostenibile e alle comunità energetiche, la semplificazione amministrativa, la digitalizzazione dei servizi comunali, la rigenerazione urbana e il recupero del patrimonio edilizio esistente. Grande attenzione viene riservata anche alla sicurezza delle aree produttive e dei centri urbani, tema sempre più legato alla tenuta del tessuto economico locale. Per Confartigianato, infatti, la presenza delle imprese nei quartieri e nei paesi non produce solo lavoro, ma anche presidio, relazioni, servizi e vivibilità. «Le imprese artigiane - prosegue Dall’Aglio - tengono vivi i quartieri e i centri urbani, generano relazioni sociali, servizi e sicurezza. Quando chiude un’azienda non perdiamo soltanto un’attività economica: perdiamo un presidio del territorio».Tra i punti indicati dall’associazione c’è poi il tema del capitale umano. Confartigianato chiede di rafforzare il dialogo tra scuola e imprese, sostenere i percorsi professionalizzanti, favorire coworking, spazi per startup e politiche capaci di trattenere giovani competenze sul territorio. Una sfida che riguarda non solo le imprese, ma l’intera capacità dei comuni di restare attrattivi per chi studia, lavora e sceglie dove costruire il proprio futuro. «Questo documento - aggiunge Davide Lunardi, coordinatore dei presidenti mandamentali di Confartigianato Imprese Padova - nasce dall’ascolto quotidiano delle imprese e dei territori. Ogni mandamento vive esigenze specifiche, ma ovunque emerge la stessa richiesta: avere amministrazioni capaci di dialogare con il tessuto produttivo, semplificare, programmare infrastrutture e investire sulla qualità della vita delle comunità. Oggi competitività economica e vivibilità del territorio sono due facce della stessa medaglia».L’associazione richiama inoltre la necessità di costruire un sistema territoriale più coordinato, fondato su una maggiore collaborazione tra Comuni, regole più omogenee e un dialogo stabile tra amministrazioni locali e rappresentanze economiche. Una richiesta che punta a superare frammentazioni e differenze procedurali che, spesso, rallentano investimenti e progettualità. Secondo Confartigianato, in un contesto internazionale instabile, il modello artigiano può rappresentare un fattore strategico di resilienza. La forza delle micro e piccole imprese sta nella capacità di unire tradizione e innovazione, mantenendo un legame diretto con il territorio e contribuendo alla sua identità. «I territori oggi competono sulla qualità della vita e sulla capacità di creare comunità - conclude Dall’Aglio -. Per questo il futuro di Padova dipenderà anche dalla capacità delle istituzioni di valorizzare quel tessuto diffuso di imprese, competenze e relazioni che rappresenta una delle principali forze competitive del nostro territorio».