Sono stati recuperati due dei quattro corpi dei sub italiani deceduti durante un’immersione alle Maldive: si tratta dei cadaveri di Federico Gualtieri e di Monica Montefalcone. La polizia locale li ha portati in obitorio. Nei giorni scorsi è stato possibile recuperare solo il cadavere dell’istruttore capobarca, il padovano Gianluca Benedetti, la quinta vittima, perché si trovava all’ingresso della grotta con le bombole completamente scariche. Le ricerche erano state interrotte il 16 maggio per la morte di uno dei sommozzatori maldiviani, il sergente maggiore Mohamed Mahudhy.
Il governo delle Maldive prevede di riportare a galla i corpi nel giro di un paio di giorni: due martedì e gli altri mercoledì. Le incognite dell’ambiente complesso e insidioso della grotta potrebbero però anche richiedere più tempo. Al team di tre subacquei finlandesi di Dan Europe – che si sono immersi nelle acque di Alimathà nell’atollo di Vaavu – si sono uniti anche sub maldiviani che conoscono il contesto locale e supportano il dispositivo di recupero. La squadra ha usato sistemi tecnici avanzati, tra cui potenti scooter subacquei e rebreather, un sofisticato ‘autorespiratore’ che ricicla il gas espirato, rimuovendo l’anidride carbonica tramite un filtro e reintegrando l’ossigeno consumato. La grotta con ingresso tra 55 e 60 metri presenta passaggi stretti, cunicoli e un forte rischio di sollevamento del sedimento che può azzerare la visibilità imponendo l’interruzione immediata della missione. Per questo dal team fanno sapere che l’approccio usato è di “estrema prudenza”, alla luce della “necessità di preservare la sicurezza dei soccorritori in ogni fase del recupero”.










