Milano, 19 mag. (askanews) – Le esportazioni di vino italiano verso 13 mercati emergenti hanno superato nel 2025 i 400 milioni di euro e hanno raggiunto 405,6 milioni. Il dato, rilevato dal nuovo report di Wine Monitor di Nomisma, arriva mentre le imprese cercano alternative più solide ai mercati tradizionali, frenati dal calo dei consumi, e agli Stati Uniti, dove i dazi hanno rallentato le importazioni pur lasciando gli Usa al primo posto tra le destinazioni del vino italiano. L’osservatorio ha concentrato l’analisi su Angola, Bulgaria, Colombia, Costa d’Avorio, India, Kazakistan, Marocco, Messico, Perù, Polonia, Repubblica Ceca, Romania e Thailandia. Paesi che negli ultimi cinque anni hanno mostrato una crescita significativa negli acquisti di vino dall’estero.
“Considerando il calo nei consumi di vino che da tempo interessa i mercati consolidati, per compensare la flessione delle esportazioni che si registra ormai da alcuni anni in questi paesi è necessario individuare nuovi sbocchi superando riserve e stereotipi che a volte condizionano le strategie di internazionalizzazione dei nostri produttori” commenta Denis Pantini, responsabile Wine Monitor di Nomisma, spiegando che “per questo è fondamentale individuare i mercati con il maggiore potenziale di sviluppo, rilevare i segnali di cambiamento nelle preferenze di consumo e nella struttura della domanda e sviluppare una strategia solida e di lungo periodo”.










