Oltreconfine, la rassegna stampa internazionale di Policy Maker

GOLDEN DOME, IL COSTO ESPLODE

Un rapporto del Congressional Budget Office (CBO) pubblicato martedì stima che il sistema di difesa missilistica nazionale voluto da Trump, il cosiddetto “Golden Dome”, potrebbe costare ai contribuenti americani 1.200 miliardi di dollari in vent’anni. Lo scrive il New York Times, che sottolinea come, per proteggere gli Stati Uniti continentali, l’Alaska e le Hawaii servirebbero quattro livelli di difesa integrati: diverse migliaia di satelliti armati in orbita bassa, una mezza dozzina di siti radar e missilistici per intercettare i missili balistici intercontinentali e ben 35 nuovi impianti regionali per contrastare ipersonici e missili da crociera.

Il rapporto avverte però che, anche se realizzato, il sistema potrebbe essere saturato da un avversario come Russia o Cina dotato di un grande arsenale nucleare: alcune testate riuscirebbero comunque a colpire i loro obiettivi. Circa il 60% della spesa totale sarebbe assorbito dai satelliti armati, una costellazione di circa 7.800 unità che, orbitando a bassa quota, subirebbero il trascinamento atmosferico e dovrebbero essere sostituite ogni cinque anni circa, con un ulteriore aumento dei costi. Trump aveva parlato di una cifra molto più contenuta, intorno ai 175 miliardi, ispirandosi al modello israeliano dell’Iron Dome.