Quattro catanesi, uno ai domiciliari e tre arrestati, sono stati individuati come artefici di truffe ai danni di anziani residenti in piccoli centri delle province di Palermo e Madonie. Tre distinte operazioni condotte dai carabinieri di Palermo hanno, infatti, fatto luce sull'ondata di truffe che sta colpendo la Sicilia occidentale.L’operazione più rilevante dal punto di vista investigativo è scattata nella mattinata del 12 maggio proprio a Catania. I carabinieri del Norm (aliquota operativa) della compagnia di Petralia Sottana, supportati dai militari del comando locale di Catania, hanno blindato e sottoposto agli arresti domiciliari un 53enne catanese. L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Gip del Tribunale di Termini Imerese su richiesta della Procura. L'uomo è accusato di truffa aggravata: secondo le indagini avrebbe raggirato un'anziana residente a Geraci Siculo, utilizzando il famigerato trucco del "finto carabiniere" che richiede soldi per un'imminente emergenza giudiziaria ai danni di un parente.Due giorni dopo, il 14 maggio a Misilmeri, i carabinieri della locale stazione e del Nor hanno arrestato tre catanesi, colti sul fatto dopo aver truffato una pensionata del luogo. Anche in questo caso la tecnica è stata identica: una telefonata da parte di sedicenti militari ha convinto la vittima a consegnare tutto l'oro e i contanti che aveva in casa. La reazione immediata della donna, che ha allertato la stazione di Misilmeri, ha permesso di intercettare la banda in fuga. I carabinieri hanno recuperato l'intero bottino (denaro e gioielli), restituendolo all'anziana. Durante la perquisizione dell'auto, uno dei tre catanesi è stato anche denunciato per falsità materiale, poiché nascondeva nel veicolo delle targhe contraffatte, utilizzate per eludere i controlli stradali e i sistemi di videosorveglianza.