di
Daniela Polizzi
Gli immobili milanesi di Leonardo Maria Del Vecchio sul mercato in vista dell’acquisto del 25% della cassaforte dai fratelli Luca e Paola. Le banche prendono tempo sul maxiprestito
Leonardo Maria Del Vecchio, azionista con il 12,5% di Delfin, riorganizza gli asset in vista dell’acquisto del 25% della cassaforte dai fratelli Luca e Paola. La sua Lmdv Capital ha infatti messo in vendita il palazzo di sei piani in via Turati a Milano, da pochi giorni diventato la sede del suo family office. La valutazione presentata ai potenziali investitori — molti dei quali private equity — è di 58 milioni per assicurarsi il palazzo che ospita anche il Twiga. A questi valori la vendita frutterà una plusvalenza di 34 milioni. L’edificio resterà in affitto alla Lmdv Capital per otto anni rinnovabili per altri otto. In vendita vanno anche i due piani dell’ex sede di via Montenapoleone che dovrebbero valere una ventina di milioni, vista l’appetibilità del Quadrilatero.
Gli assetÈ una rotazione di asset per la società che investe, fa crescere i suoi asset e poi fa cassa. Ma, anche se l’incasso è contenuto, è da interpretare come un segnale alle banche chiamate a finanziare per 10 miliardi l’acquisto delle quote Delfin che porterebbero il quarto figlio di Leonardo Del Vecchio al 37,5% della cassaforte. Con l’onere di versare circa 400 milioni di interessi l’anno.Il negoziato sulle condizioni del prestito sarebbe per ora in stand-by, con una riflessione da parte delle banche (Unicredit, Bnp Paribas e Crédit Agricole) che hanno visto il net asset value di Delfin scendere poco sotto 45 miliardi, con il titolo Essilux diminuito dal picco dei 320 euro di novembre agli attuali 174, seppur di nuovo in crescita (ieri +3%). Si succedono i colloqui con i tre istituti ma Lmdv Capital avrebbe contattato anche altre banche nel caso in cui non si chiudesse con tutti e tre gli istituti.









