Ci sono luoghi in cui basta un attimo per sparire. Un rumore tra gli alberi, uno scoiattolo che attraversa il sentiero, un istinto che prende il sopravvento. E quando tutto intorno è solo bosco fitto e nessun segnale telefonico, ritrovare un cane può sembrare impossibile. È quello che ha vissuto Lisa Jenkins, una donna americana di 65 anni, quando la sua adorata Petra è scomparsa nella foresta nazionale di Daniel Boone, nel Kentucky. Una distesa selvaggia di oltre 700 mila acri, fatta di laghi, rocce e sentieri dove orientarsi è già difficile per gli esseri umani. Figuriamoci per un cane lanciato all’inseguimento di uno scoiattolo.

Una corsa improvvisa nel cuore del bosco

Petra, un cane femmina di Pastore Belga Malinois, viveva con Lisa in una baita immersa nella natura. Come racconta People, ogni giorno le due facevano la stessa routine: passeggiate, giochi e l’immancabile lancio della pallina vicino al lago. Quel giorno, però, qualcosa è andato storto. Petra ha visto uno scoiattolo e si è lanciata nella foresta senza voltarsi indietro. Lisa ha provato a seguirla, ma il terreno attorno al lago era troppo ripido e pericoloso. Nel giro di pochi secondi, il cane era sparito tra gli alberi. E con lui, anche ogni certezza. Nessun segnale telefonico, ma un dettaglio cambia tutto La zona in cui Petra si era persa è praticamente isolata. Niente copertura cellulare, pochissime persone e chilometri di foresta. Ma Lisa aveva fatto una scelta che si sarebbe rivelata decisiva: Petra indossava un collare Gps. Attraverso l’app collegata al dispositivo, la donna ha continuato a vedere piccoli aggiornamenti della posizione del cane. Non abbastanza per raggiungerla subito, ma sufficienti per capire una cosa fondamentale: Petra era viva. Per tre giorni Lisa ha seguito quei segnali intermittenti, osservando il puntino muoversi nel bosco. Ogni aggiornamento diventava una nuova speranza.