Redazione
18 maggio 2026 15:44
Si sposta a Palazzo Chigi il processo per diffamazione nei confronti della presidente del consiglio, Giorgia Meloni a carico suo e di Luca Arnau per l'articolo pubblicato da Dillingernews il 20 ottobre 2023, dal titolo 'E se il cuore di Giorgia Meloni fosse già occupato? Dalla Sicilia ci raccontato che...' in cui si ipotizzava una presunta relazione fra la premier e l'ex onorevole di Fratelli d'Italia, Manlio Messina.L'udienza, in programma venerdì 22 maggio, si è spostata a Palazzo Chigi per ascoltare Meloni come parte civile del procedimento. Oltre alla premier, Corona e il suo legale, avvocato Ivano Chiesta, saranno presenti il pm Giovanni Tarzia, il procuratore di Milano, Marcello Viola, i legali di parte civile, avvocati Luca Libra (per Meloni) e Mattia Serpotta (per Manlio Messina), la giudice dell'ottava sezione penale di Milano, Nicoletta Marcheggiani.Il processo per bancarottaMartedì 19 maggio, invece, Fabrizio Corona sarà in tribunale a Milano. Corona, infatti, è pronto a patteggiare una pena convertibile in denaro. L’ex re dei paparazzi sta affrontando l'ultimo filone del processo per bancarotta della sua ex società, Fenice, e che riguarda la presunta distrazione dal patrimonio di una sua vecchia abitazione di via De Cristoforis a Milano.L'udienza per il patteggiamento è fissata per martedì 19 maggio alle 12.30 davanti al giudice della seconda sezione penale del Tribunale di Milano, Nicola Clivio, dopo che la difesa dell'ex fotografo ha già trovato un accordo con il pm Luigi Luzi e ha dimostrato di aver versato all'erario circa 40mila euro: un patteggiamento da 10 mesi, convertibili in pena pecuniaria.Secondo la Procura di Milano quella casa nella zona della movida milanese, vicino a corso Como, sarebbe stata fittiziamente intestata da Corona a un proprio collaboratore per distrarla dal patrimonio di Fenice e non renderla aggregabile. Si tratta dello stesso appartamento che venne sequestrato al 52enne nel 2018 su ordine della Sezione misure di prevenzione nell'ambito della vicenda dei 2,6 milioni di euro in contanti trovati nel controsoffitto. Caso per cui Corona è stato assolto dall'accusa di intestazione fittizia di beni.










