Milano è piena di luoghi di potere visibili: i grattacieli di Porta Nuova, i consigli d’amministrazione, gli studi legali d’affari, gli eventi della finanza e della moda. Ma esiste anche una geografia molto meno appariscente, fatta di cene settimanali, conviviali, raccolte fondi, rituali associativi e reti personali costruite nel tempo. È il mondo dei service club: Rotary, Lions, Soroptimist, Round Table, Kiwanis. Ma non chiamatela beneficenza. Si tratta di organizzazioni nate con finalità filantropiche e civiche, ma che per decenni hanno rappresentato anche qualcosa di più: spazi di riconoscimento reciproco tra professionisti, imprenditori, manager e membri della borghesia cittadina.The Core e Soho House: quando arriveranno i super club per milionari a Milano?Per alcuni sono semplicemente associazioni di ‘service’. Per altri, reti di relazioni influenti capaci di aprire porte, creare connessioni e consolidare prestigio sociale. In un’epoca dominata da LinkedIn, startup community e networking digitale, resta però una domanda: questi club contano ancora davvero nella Milano del 2026?Rotary international e il caso peculiare di MilanoLa realtà, forse, più nota al mondo...

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