“Ecco, la musica è finita, gli Amici se ne vanno”. Mai citazione fu più calzante per un’edizione che ha tagliato il traguardo storico dei venticinque anni. Calato il sipario sullo studio di Maria De Filippi e proclamato il vincitore (ieri 17 maggio si è svolta la finale), l’euforia dei coriandoli dorati lascia spazio a una grande domanda: cosa resta davvero di questi mesi? Tra polemiche, esibizioni, conferme e novità: facciamo un punto sulla 25esima edizione del talent più famoso della tv italiana.
Gli appassionati storici del programma ricorderanno che nelle passate edizioni, ma bisogna andare indietro di diversi anni, erano gli allievi del programma a battibeccare. Si alzavano i toni, spesso a sproposito. Poi qualcosa è cambiato: gli allievi tutti in un’unica casetta, la differente divisione in squadre, un senso di amicizia più vera e vicina a quello che poi è il titolo del programma. A litigare, in modo eccessivo, continuano invece a essere gli insegnanti. Amici è una scuola, certo, ma soprattutto è un programma televisivo. Impossibile non considerare questo elemento: i tempi televisivi e le dinamiche richiedono botta e risposta anche accesi, ma il rischio è che il contenitore finisca per divorare il contenuto.











