Shakira vince la lunga battaglia legale contro l’Agenzia delle entrate spagnola. Almeno per ora. E il fisco ora potrebbe restituirle oltre 60 milioni di euro fra tasse, interessi e sanzioni che, secondo i giudici, le erano state inflitte in maniera indebita. Lunedì 18 maggio è arrivata una svolta nella disputa riguardo l’anno di imposta 2011, quando all’epoca la popstar colombiana passava lunghi periodi in Spagna, dove aveva una relazione con l’ex calciatore del Barcellona Gerard Piqué. Secondo il fisco, Shakira avrebbe dovuto registrare il proprio domicilio fiscale nel Paese iberico. Ma la cantante non l’aveva mai fatto. E nel 2021 era stata obbligata a pagare una multa salatissima: 55 milioni di euro. I funzionari hanno dimostrato la presenza di Shakira in terra spagnola nel 2011 per 163 giorni. Meno, quindi, degli oltre 183 previsti dalla legge per essere considerati residenti fiscali. Le motivazioni Inoltre, nel 2011 Shakira era impegnata in una tournée mondiale con 120 concerti in 37 Paesi. In Spagna non aveva «né casa, né figli, né sede imprenditoriale». La corte ha respinto anche il criterio delle “assenze sporadiche”. Infatti, sottolinea che «non risulta provato che il nucleo principale o la base delle attività o degli interessi economici» della cantante fosse nel Paese iberico. Anzi, al contrario, «la struttura imprenditoriale attribuita alla soubrette si trova fuori dal territorio nazionale, così come lo sviluppo prevalente della sua attività economica». Per questi motivi, l’Audiencia Nacional ha assolto Shakira. Una decisione non ancora definitiva che potrebbe essere impugnata presso il Tribunal Supremo entro 30 giorni.