Fano (Pesaro e Urbino) 18 maggio 2026 – È arrivato poco dopo le 13.30, quando il sole batteva forte sul parcheggio davanti al Politeama e tutta la città istituzionale era già lì ad attenderlo.

Prefetto, questore, sindaco e giunta, il presidente della Regione con assessori e consiglieri, l’onorevole Antonio Baldelli, i vertici della Soprintendenza, amministratori, rappresentanti delle fondazioni cittadine, forze dell’ordine, carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale. Un piccolo corteo, composto e fitto, raccolto attorno al ministro della Cultura Alessandro Giuli (foto), arrivato a Fano per vedere da vicino il cantiere archeologico di piazza Andrea Costa, dove sono emersi i resti riconducibili alla Basilica progettata da Vitruvio nel I secolo avanti Cristo.

Da lì, dal parcheggio, la passeggiata verso gli scavi. Giuli è stato accompagnato dal sindaco Luca Serfilippi, dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, dal prefetto Emanuela Saveria Greco, dal questore Francesca Montereali e dal soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ancona e Pesaro Urbino Andrea Pessina, che lo ha guidato lungo il percorso del cantiere. Con loro anche i funzionari della Soprintendenza Tommaso Ceccacci e Ilaria Rossetti, l’assessore alla Cultura Lucia Tarsi, il dirigente Ignazio Pucci, il presidente del Consiglio comunale Francesco Cavalieri, la vice sindaco Loretta Manocchi, l'assessore regionale Francesco Baldelli, i consiglieri regionali Nicola Barbieri e Nicolò Pierini, i rappresentanti delle fondazioni cittadine e il conte Lupo Bracci primo presidente del Centro Studi Vitruviani. Una presenza corale, quasi a certificare il peso politico e simbolico di una scoperta che Fano considera ormai una delle sue grandi carte culturali.