Questa volta è rimasto in mutande. Il Baudelaire della racchetta, come lo chiamano in Francia, l’ha fatto ancora. Ha stupito, è andato sopra le righe, ha fatto una cosa inspiegabile. Cosa sia passato nella testa di Corentin Moutet in quel momento, durante il match con contro Alejandro Davidovich ad Amburgo, non è facile da capire. O da interpretare. Perché il francese, anima ribelle, talento imprevedibile, pianista nel tempo libero, sa solo stupire. E non vuole essere capito.
Questa volta, frustrato dai colpi che non gli riuscivano si è tolto i calzoncini ed è rimasto in slip. In pieno match. A un altro diremmo che è comportamento folle, assurdo, ma Moutet ci ha abituati.
Si fece conoscere per una lite molto accesa a rete con Adrian Andreev nel Challenger di Orleans nel 2022 conclusa con “ti aspetto fuori”. Fu squalificato dal torneo di Adelaide dopo una discussione con l'arbitro e la Federazione gli tolse ogni sostegno economico. O a Madrid quest'anno, durante la partita di quattro ore con il cinese Shang Juncheng ha chiesto di poter avere un caffè.
I colpi
Anche il suo gioco è imprevedibile e fantasioso. Tenta spesso colpi circensi come il tweener (il colpo sotto le gambe) nei momenti decisivi, serve dal basso, chiama l'avversario a rete. Ha giocato diverse fasi della sua carriera senza un coach, affidandosi unicamente a se stesso.








