Come dice il saggio adagio, prevenire è meglio che curare. E allora ecco le fototrappole, i carabinieri forestali, i vigili del fuoco. E i veterinari. Sì, tutto necessario, per la nostra incolumità e sicurezza e per la sua (dell’animale). E no, Pistoia non è stata trasformata in un set cinematografico nelle fogne di New York City. Semplicemente (si fa per dire) un cittadino ha segnalato la presenza – secondo lo stesso, con buona certezza – di un coccodrillo in un laghetto privato. Nella frazione di Masiano. Strano, certamente, ma non così tanto se si pensa a quanto il pet trade, specialmente di animali esotici, sia esploso in Italia negli ultimi anni (qui, a proposito, l’intervista a un’esperta di conservazione e reati legati al traffico di animali).
Ciò che ci si augura è che non esista nessun rettile nello specchio d’acqua della città toscana e che la segnalazione del solerte uomo sia stata un’abbaglio. D’altra parte risale a sabato, e per ora del coccodrillo non c’è traccia. Eppure, in questi casi, la prudenza è massima. Perché, come detto, in gioco c’è la possibile salvaguardia di un animale alloctono. E la tranquillità di chi vive nella zona. Intanto le operazioni di ricerca, in questi due giorni, sono andati incontro a forti difficoltà tecniche: il laghetto del vivaio presenta una notevole profondità e la presenza di fango non ha consentito una chiara visibilità del fondale. In ogni caso, l’intera area è stata completamente delimitata dal personale d’intervento. La zona è monitorata e sotto stretta osservazione.










