Caricamento player
Ogni mese, al liceo scientifico Righi di Bologna, più di duecento studenti spendono un euro per comprare il Sottobanco, una rivista cartacea di 47 pagine prodotta, stampata e distribuita dai loro compagni di scuola. Il giornale nella sua forma attuale esiste dal 2022, ma è l’ultimo di una lunga lista di testate che hanno raccontato quel liceo dagli anni Ottanta in poi: oggi ci scrive una trentina di studenti. È proprio quel tipo di giornale che molti ricorderanno dagli anni delle scuole superiori: un prodotto amatoriale, con articoli di opinione e attualità scritti con l’entusiasmo e l’ingenuità degli adolescenti, pieno di vignette, barzellette, poesie e racconti.
La scarsa abitudine dei giovani a informarsi sui giornali di carta e la diffusione di social network e piattaforme di video e podcast potrebbe far pensare che esperienze di questo tipo siano in via d’estinzione. Non è così: secondo le rilevazioni del CISS, il Convegno Italiano della Stampa Studentesca che dal 2008 si riunisce ogni anno a Perugia durante il Festival del Giornalismo, in Italia esistono più di un centinaio di redazioni studentesche attive: ci sono vari blog, PDF scaricabili online, podcast e webtv, ma molte pubblicazioni sono ancora cartacee.






