Andrii Yermak è stato scarcerato. Domenica sera la cauzione di 140 milioni di grivne (circa 2,7 milioni di euro) risultava pagata interamente con oltre 200 contributi e questa mattina l’ex capo dell’Ufficio presidenziale guidato da Volodymyr Zelensky ha lasciato il centro di detenzione preventiva in cui si trovava da giovedì scorso su decisione dell’Alta Corte anti-corruzione di Kiev.

Considerato tra le personalità più potenti e influenti del paese, Yermak è indagato dall’Ufficio Nazionale (Nabu) e dalla Procura specializzata anti-corruzione (Sapo) per il presunto riciclaggio di 460 milioni di grivne (8,5 milioni di euro) nel complesso residenziale extra-lusso “Dynasty” costruito a Kozyn, a circa 50 km a sud della capitale. Secondo gli inquirenti nel resort sarebbe stata investita parte delle tangenti per 100 milioni di dollari incassate sugli appalti dell’energia e della difesa da un gruppo capeggiato da Timur Mindich, ex socio di Zelensky nella società Kvartal 95, e di cui avrebbe fatto parte anche Oleksiy Chernyshov, ex vice primo ministro.